Nuova Norma UNI 11996: La rivoluzione dei Parapetti Permanenti. Cosa cambia per la sicurezza in quota?

Fino ad oggi, la scelta dei parapetti permanenti è avvenuta spesso in una "zona grigia" normativa. Con la pubblicazione della UNI 11996, il settore riceve finalmente una guida chiara per la progettazione, l’installazione e la manutenzione di questi dispositivi di protezione collettiva (DPC).
La norma chiarisce che un parapetto permanente non deve solo "esserci", ma deve "resistere", ecco le novità principali:
- Classificazione A e B: Non tutti i tetti sono uguali. La norma distingue tra carichi statici (Classe A) e azioni dinamiche moderate (Classe B), obbligando il progettista a valutare il contesto d'uso.
- Addio all'improvvisazione: Vengono definiti requisiti dimensionali e di resistenza rigorosi, allineando i parapetti fissi agli standard delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).
- Il Fattore Tempo (Durabilità): Essendo dispositivi destinati a restare esposti agli agenti atmosferici per anni, la UNI 11996 pone un accento cruciale sulla resistenza alla corrosione.
- Gestione e Manutenzione: La norma introduce l'obbligo di ispezioni periodiche. Un parapetto non è "installa e dimentica"; la sua efficienza deve essere garantita nel tempo attraverso un registro di manutenzione.
- Responsabilità Penali: In caso di infortunio, l'uso di un dispositivo non conforme alla "regola dell'arte" (rappresentata oggi dalla UNI 11996) è una grave negligenza.
- Sanzioni in fase di ispezione: Gli organi di vigilanza (ASL/ATS) utilizzeranno questo standard come parametro di verifica.
In conclusione fino a ieri c'era molta confusione su quali regole seguire per i parapetti permanenti sui tetti. Oggi non ci sono più scuse: la UNI 11996 è il nuovo punto di riferimento per la sicurezza collettiva.
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